Nasce a Poggiorsini il 14-09-1966, vive ad Altamura.
Ispirata dall'urgenza di scollarsi di dosso la paura e l'ansia, figlie di una pandemia che ha sconvolto noi tutti nel 2020.
Durante il lockdown ha potuto canalizzare nei suoi dipinti i sentimenti vissuti, sguardi celati da cappelli o occhi espressivi di stati d'animo su volti femminili, fragili, sensuali, adirati e sognanti. La passione per il bello, per l’arte e la pittura, la porta a esprimere con i suoi lavori, l’amore, la paura, il dolore, la rabbia, la pace.
Nei suoi lavori traspare il mondo singolare e femminile che è in lei.
La sua attitudine al disegno e all’uso dei pennelli non è frutto di studi artistici ma innata; sicuramente riscoperta, quasi sentita come bisogno e cura dell’anima, nei lunghi giorni trascorsi in casa, in cui viveva il senso della libertà perduta per colpa di un nemico invisibile. La tecnica adottata è l’acrilico su tela, con uso di colori dai toni intensi e accesi. Ha realizzato altresì oli su tela, acrilici su carta.
La denominazione “Affacci” nasce dal connubio delle sue opere con l’effetto city line della parete sulla quale esse sono affisse. L’idea è considerare le tele come affacci,finestre, le stesse finestre dalle quali durante i numerosi mesi di lockdown, ci si affacciava per bisogno di comunicare o semplicemente guardare e osservare la città deserta.
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